jueves, 29 de noviembre de 2012

Deux semaines de “célébrations” au séminaire interne

Mercredi 14 de Novembre s’agrandissait notre Communauté du Séminaire Interne Interprovincial avec l’arrivée sur les terres espagnoles du P. Luis Alberto Vinueza cm, de la province d’Equateur pour s’intégrer au rythme de notre communauté de Teruel.

Après un bref temps d’adaptation, mettait main à l’œuvre et maintenant collabore dans les diverses activités pastorales: célébrations dans les villages, le Pinar... en plus de la formation propre au Séminaire Interne.

Ainsi nous rendrons grâce à Dieu pour faire grandir notre communauté et espérons que cela soit une expérience enrichissante que de pouvoir partager ce temps avec un missionnaire de plus.

Nous avons célébré la neuvaine de la Médaille Miraculeuse avec toute la communauté paroissiale, patronne de notre église. Pendant cette neuvaine nous avons approfondi la connaissance de Marie, maîtresse de la foi, puisque nous nous efforçons de vivre notre foi dans cette Année de la Foi. Chaque jour la célébration était vécue avec intensité puisque animée par un groupe paroissial.

Pour la fermeture de la neuvaine, l’évêque de Teruel, Mons. Carlos, nous a confiée à la Vierge Marie, la première croyante, pour fortifier notre foi et notre écoute de la Parole.

Et pour terminer ce “temps de grâce”, le 28 de Novembre nous avons célébré la mémoire de Sainte Catherine Labouré, à l’occasion de laquelle nous avons fait un jour de retraite pour relire notre vie à la lumière de l’Evangile.

Le père Eblerino, visiteur de la province Salamanque nous a parlé de la pauvreté et de la vie communautaire à la lumière des béatitudes. C’était une retraite chargée d’émotivité partagée à partir de l’expérience de sa vie. Nous le remercions de son espérance et de sa vision positive.

Isaac Demets Reyes, séminariste

Due settimane di “eventi” nel Seminario Interno

Da mercoledì 14 Novembre u.s., è cresciuta la nostra comunità del Seminario Interno Interproviciale. Arrivava in Spagna il P. Luis Alberto Vinueza cm, della provincia di Equador, per incorporarsi nel ritmo e nella nostra comunità di Teruel.

Dopo qualche giorno di adattamento, subito si è messo a lavoro collaborando nelle varie attività pastorali: celebrazioni nei paesi limitrofi a Teruel, alla casa del Pinar... e inoltre segue le sessioni di formazione del Seminario Interno.

Rendiamo così grazie a Dio perchè la nostra comunità cresce e speriamo che sia una ricchezza per tutti condividere questo tempo con un missionario in più.

Così anche, abbiamo vissuto la novena alla Vergine della Medaglia Miracolosa insieme con la comunità parrocchiale, che la venera como patrona della parrocchia. Durante questi nove giorni abbiamo approfondito la figura di Maria, come maestra di e nella fede, giacchè siamo nell’Anno della Fede. Ogni giono è stato animato da un gruppo parrocchiale differente che ci ha aiutato a vivere con intensità ogni celebracione.

Il giorno della Festa della Medaglia, abbiamo avuto la gioia di avere in mezzo a noi sua Ecc. Rev.ma mons. Carlos Manuel Escribano Subías, vescovo di Teruel-Alabarracin, che ci ha affidati alla Vergine Maria, come prima credente, perchè possa rafforzare la nostra fede e il nostro ascolto della Parola di Dio.

Per terminare questo “tempo di grazia”, il 28 abbiamo celebrato la memoria di santa Caterina Labouré; nello stesso giorno abbiamo vissuto il ritiro mensile, riflettendo e revisionando la nostra vita, nel silenzio, alla luce del Vangelo.

Ci è stato predicato dal P. Eblerino, visitatore della provincia di Salamanca, che ci ha interpellati sulla virtù povertà nella nostra vita e su alcuni aspetti della vita comunitaria, facendo riferimento alle Beatitudini evangeliche. É stato un ritiro carico di emotività condividendo esperienze che ognuno ha vissuto. Lo ringraziamo per averci incorraggiati nel proseguo del cammino comunicandoci la sua gioia carica di speranza al vedere tanti giovani che hanno scelto la via di Cristo e della Missione di san Vincenzo de Paoli.

Isaac Demets Reyes, seminarista

Dos semanas de “celebraciones” en el seminario interno…

El pasado miércoles 14 de noviembre crecía nuestra Comunidad del Seminario Interno Interprovincial. El P. Luis Alberto Vinueza cm, de la provincia de Ecuador, llegaba a tierras españolas, para incorporarse al ritmo de nuestra comunidad de Teruel.

Después de un breve tiempo de adaptación, se ponía manos a la obra y ya está colaborando en las diversas actividades de pastoral: celebraciones en los pueblos, el Pinar… además de la parte formativa propia del Seminario Interno.

Así que damos gracias a Dios por ir aumentando nuestra comunidad, y esperamos que sea una experiencia enriquecedora para todos el poder compartir este tiempo con un misionero más.

A su vez, hemos celebrado la novena de la Milagrosa junto con toda la Comunidad parroquial, que tiene a la Virgen Milagrosa como patrona. Durante estos nueve días hemos ido profundizando en la figura de María, como maestra de la fe, aprovechando que nos encontramos en el Año de la Fe. Cada día la celebración era animada por un grupo parroquial que nos ayudaba a vivir con intensidad cada celebración.

Para la clausura de la novena, nos acompañó el obispo de Teruel, Mons. Carlos, que nos encomendó a la Virgen María, como primera creyente, para que fortalezca nuestra fe y nuestra escucha de la Palabra.

Y para terminar este “tiempo de gracia”, el día 28 celebrábamos la memoria de Santa Catalina Labouré; y qué mejor ocasión para retirarnos y contrastar nuestra vida a la luz del Evangelio.

El P. Eblerino, visitador de la provincia de Salamanca, nos interpeló sobre la pobreza y la vida comunitaria, contrastando nuestras vidas con las Bienaventuranzas. Fue un retiro cargado de emotividad al compartir en todo momento desde la experiencia vivida. Desde aquí le agradecemos de corazón su ilusión y su visión esperanzadora.

Isaac Demets Reyes, seminarista

viernes, 9 de noviembre de 2012

Uscita comunitaria a Cuenca

Mobilitare tutta la comunità del Seminario Interno non è cosa da poco, ma padre Corpus ha organizzato tutto e nei minimi particolari. La pioggia, non forte, ci ha accompagnati per tutta la giornata. Niente paura gli ombrelli uno a testa e con tutti i colori dell’arcobaleno, lo stesso che il Signore ci ha dato la grazia di vedere durante il tragitto.

Si mette in marcia per prima una macchina con a bordo due seminaristi e padre Muneta, diretta alla piccola comunità dei padri di Cuenca. Il pulmino subito dopo, diretto alla “Città Incantata” , un’area naturale di 250 ettari che si estende nella zona montuosa della provincia di Cuenca e si contraddistingue per le bizzarre conformazioni rocciose dovute all’erosione dell’acqua del Jucar e ai venti. Dal 1929 è dichiarata sito di interesse nazionale.

Ma riprendiamo il nostro diario di bordo. Intorno alle 11.15 arriviamo alla Città Incantata. Scegliere un ombrello tra i tanti è facile, il problema sorge quando ci capita di prendere l’unico che non si chiude se non tenuto stretto con la mano, ma anche questo faceva parte dell’avventura. Nonostante la pioggia, l’escursione con la relativa rampicata sulle rocce compresa, si è rivelata piacevole, ogni roccia aveva la forma di qualcosa o di un qualcuno, e ognuno naturalmente diceva la sua.

Riprendiamo il viaggio alle 12.50 e arriviamo nella comunità di Cuenca alle 14.00, accolti con allegria dai padri e con due tavoli riccamente apparecchiati (antipasti, bibite, acqua e vino che non possono mancare, paté di carne con tost, zuppa, pollo, dessert).

Il padre superiore è stato quello che ci ha guidati per Cuenca, con la pioggia che non ci dava tregua, e soltanto qua e la qualche pozzanghera, dentro le quali qualcuno preso dalle bellezze naturali della città si trovava a cadere.

Cuenca, fondata dai romani appollaiata tra i 900 e i 1000 m. di altitudine a bordo di uno sperone roccioso. Nel 1996 il centro storico è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità e non è difficile capire il perché, il cuore della città, l’antico borgo Kunka si estende in cima a un cucuzzolo panoramico tutt’intorno a un castello arabo in un intreccio di viottoli e case sospese del XV secolo.

Camminiamo in mezzo a questa opera d’arte della natura e dell’uomo per arrivare alla cattedrale di stile gotico (1182- 1270) con la facciate ricostruita dopo il crollo del 1902. La cattedrale “Nuestra Señora de Gracia” edificata su una preesistente moschea è dichiarata monumento nazionale. Come se non bastasse la pioggia, siamo andati a rinfrescarci nell’ex seminario dove studiavano anche gli studenti vincenziani ora adibito un hotel – ristorante.

Dopo averci salutati con i padri, ci siamo rimessi in marcia per tornare a Teruel, non però prima di fermarci in un ristorante per una frugole cena: piatto unico, acqua e vino. La pietanza era buona, anche se non siamo riusciti a individuare cosa stava dentro. Riprendiamo il viaggio e quando tutto sembrava essere andato per il meglio, stanchi, ma soddisfatti e rilassati (chi dormiva a destra e chi a sinistra) tranne padre Corpus attento alla guida, due cinghiali ci tagliano la strada, il padre con tempestività compie una frenata degna di un fuori classe di formula uno evita l’impatto. Nessun danno al pulmino e ai cinghiali solo spaventati, ma non troppo, perché molti non ci siamo accorti di nulla, immersi come eravamo nel mondo dei sogni.

Michele Cavarra, seminarista

Sortie communautaire à Cuenca

Mobiliser toute la communauté du Séminaire Interne c’est dificile, mais père Corpus a tout organisé dans le détail. La pluie, pas forte, nous a accompagné toute la journée. Pas de problème, les parapluies, un pour chacun, de toutes les couleurs de l’arc-en-ciel, le même que le Seigneur nous a fait grâce de voir pendant qu’on faisait route vers Cuenca.

Se met en marche en premier une voiture avec à bord le père Muneta, à déstination de la petite communauté de Cuenca pour déposer le père Muneta, peu intéressé par les cités enchantées, étant à son âge plus empreint de réalisme, pour rejoindre après les autres partis en mini-bus. Le mini-bus partit à déstination de la “Cité Enchantée”, un espace naturel de 250ha. qui s’étend dans la zone montagneuse de la Province de Cuenca et qui surprend la vue avec les bizarres formations rocheuses dues à l’érrosion de l’eau du Jucar et aux vents. Depuis 1929 est est déclaré site d’intêret national.

Reprenons notre journal de bord. Dans les environs de 11h15 arrivâmes à la Cité Enchantée. Choisir un parapluie parmi tant d’autres c’est facile, le problème surgit lorsqu’on prend le seul qui ne se ferme que si l’on ressert avec la main, mais ça aussi faisait part de l’aventure. Malgré la pluie; l’excursion avec un peu d’escalade sur les rochers s’est averée plaisante, chaque rocher ayant la forme de quelque chose ou de quelqu’un, et chacun d’entre nous raccontait son impression.

Reprimes le voyage à 12h50 et arrivames dans la communauté des pères (après avoir passé par la fenêtre du diable) vers 14h00, fûmes reçus avec joie par les pères autout d’une table copieusement garnie: entrées, boissons, eau et vin qui ne pouvait manquer, pâté spécial de la région (morteruelo) sur des toasts, soupe, poulet rôti et pommes de terre sautées, dessert et digéstif pour finir.

Le père supérieur, Juliàn Soriano, nous à fait la visite guidée de Cuenca, sous une pluie fine qui n’arrétait pas de tomber, évitant ici et là, les flaques d’eau dans lesquelles quelqu’un venait toujours à mettre le pied pris par la beauté de la cité.

Cuenca, fondée par les romains, perchée entre 900 et 1000m. d’altitude au bord d’un pic rocheux. En 1996 le centre historique a été déclaré par UNESCO, patrimoine mondial de l’humanité et il n’est pas difficile de comprendre pourquoi puisque le coeur de la ville, l’antique cité de Kunka s’étend sur un sommet pannoramique tout autour d’un chateau arabe dans un entrelacé de ruelles et maisons suspendues du Xvème siècle.

Marchâmes au milieu de cet chef d’oeuvre de la nature et de l’homme pour arriver à la catédrale de style gothique (1182-1270) avec la façade reconstruite après l’effondrement de 1902. La catédrale “Notre Dame de la Grâce” édifiée sur une pré-existente mosquée, est déclarée monument national. Comme s’il ne suffisait pas pas, nous marchâmes encore pour nous “rafraîchir” dans l’ex-séminaire des lazaristes, Saint Paul (premièrement couvent des dominicains), aujourd’hui un des meilleurs hôtels nationalisés d’Espagne.

Après avoir dit au revoir aux pères de Cuenca, on s’est remis en marche pour retourner à Teruel, après nous être arrêtés sur la route dans un restaurant paumé à cette époque de l’année mais très fréquanté à la grande saison “La casa de Domingo” pour savourer un plat régional accompagné de boissons. Le plat fut bon, même si on n’a pas trop su ce qu’il y avait là-dedans. Reprimes le voyage et quand tout parraissait aller pour le mieux, fatigués mais satisfaits et à l’aise (qui dormait à droite, qui à gauche) mis à part le père Corpus attentif à la route, deux sangliers coupèrent la route, obligeant le père Corpus à mettre un coup de frein digne d’un pilote de formule 1 et évita l’impacte. Aucun dommage au mini-bus ni aux sangliers visiblement peu effrayés, peu d’entre nous ayant saisi le coup puisqu’immergés dans le monde des songes.

Michele Cavarra, seminariste

Salida comunitaria a Cuenca

Movilizar a toda la comunidad del Seminario Interno no es cosa fácil, pero el P. Corpus organizó todo y con detalle. La lluvia, no muy fuerte, nos acompañó durante todo el día. Sin miedo y cada uno con su paraguas, que los había de todos los colores del arco iris, como el que el Señor nos dio la oportunidad de ver durante nuestro viaje.

En primer lugar salió un coche con dos seminaristas que llevaron al P. Muneta directamente a la humilde casa de la Comunidad de Cuenca, para, a continuación, encontrarse con los que salieron con la furgoneta, poco después que ellos, en la "Ciudad Encantada", un espacio natural de 250 hectáreas, que se extiende en la zona montañosa de la provincia de Cuenca y se caracteriza por extrañas formaciones rocosas provocadas por la erosión del viento y del agua del Júcar. Desde 1929 está declarado como bien de interés nacional.

Y así fue, alrededor de las 11:15 nos encontramos todos en la Ciudad Encantada. Y al salir de los vehículos tuvimos que coger un paraguas cada uno, había suficientes, el problema es que no todos estaban en perfecto estado, alguno había que mantenerlo abierto con la mano, pero eso formaba parte de la aventura. A pesar de la lluvia, la excursión, con alguna escalada en las rocas incluida, resultó ser agradable, cada piedra tenía la forma de algo o de alguien, y por supuesto, cada uno tenía que intentar descubrir la imagen que anunciaban los letreros. Al terminar la visita retomamos nuestro viaje a las 12:50 para reunirnos, a las 14:00, con el P. Muneta que nos esperaba con la Comunidad de Cuenca, que nos recibió con gran alegría y con dos mesas ricamente preparadas (aperitivos, bebidas, agua y vino que no falta, “Morteruelo” con tostadas, sopa, pollo, postre).

Al terminar, el padre superior, Julián Soriano, nos acompañó por la ciudad, con la perenne presencia de la lluvia, que no nos dio tregua, como la existencia de algunos charcos, en los que alguno, tomado por la belleza natural de la ciudad “metió la pata”.

Cuenca fue fundada por los romanos, y está encaramada entre los 900 y 1000 m. sobre el nivel del mar, en el borde de un afloramiento rocoso. Desde 1996, el centro histórico es declarado, por la UNESCO, Patrimonio de la Humanidad y no es difícil entender por qué, en el corazón de la ciudad, el antiguo “Kunka” se extiende por lo alto de una cumbre panorámica, todo en torno a un castillo árabe y en un enredo de calles estrechas y casas colgantes del siglo XV.

Caminamos a través de esta obra de arte de la naturaleza y del hombre para llegar a la catedral gótica (1182 1270) con las fachadas reconstruidas después de la caída de 1902. La catedral "Nuestra Señora de Gracia", construida sobre una mezquita existente es declarada monumento nacional. Como si la lluvia no fuera suficiente, fuimos a refrescarnos, en el antiguo convento de los dominicos, San Pablo, que fue seminario de la Congregación donde estudiaron algunos de nuestros padres mayores antes de que pasara a ser un Parador.

Después de despedirnos del P. Julián, volvimos a ponernos en marcha de vuelta a Teruel, al que no llegamos sin antes detenernos en un restaurante para una rápida cena: migas, vino y agua. La comida estuvo buena, aunque algunos no pudimos identificar todo lo que formaba el plato principal. Continuamos el viaje, un poco cansado, pero feliz y relajado, algunos aprovecharon para dormir un poco, excepto el padre Corpus que conducía bien atento, todo parecía ir bien hasta que dos jabalíes nos cortaron el paso, el padre inmediatamente hizo un frenado digno de un piloto de fórmula uno y evitó el impacto, por lo que nada ni nadie sufrió ningún daño, sólo fue un susto, para nosotros y para los animales, aunque algunos ni nos enteramos, pues estábamos sumergidos en el mundo de los sueños.

Michele Cavarra, seminarista