martes, 15 de enero de 2013

Visita del Superiore Generale, P. G. Gregory Gay

Nel seminario interno abbiamo vissuto giorni di grande gioia grazie alla presenza del nostro padre generale Gregory Gay.

Abbiamo avuto un incontro alle 10.00 del mattino dove abbiamo parlato di alcuni aspetti importanti della Congregazione. Come punto di partenza ha tenuto presente l’ultimo documento dell’assemblea generale, trattando 3 aspetti fondamentali:
- il cambio sistemico;
- la riconfigurazione delle provincie;
- La famiglia vincenziana;

Nel tardo pomeriggio c’è stata una riunione presso le Figlie della carità con tutta la famiglia vincenziana di Teruel. Iniziammo con una piccola preghiera e una presentazione fatta da Suor Desamparados, della famiglia vincenziana di Teruel. Sottolienò che non essendo molti e non essendo giovani lavorano con un grande spirito cristiano e vincenziano.

Il padre generale prese la parola per ringraziare e mostrare la sua gioia per aver assistito all’incontro e per aver avuto l’opportunità di aver conosciuto il lavoro che la famiglia vincenziana realizza in questa città. Incoraggiò a seguire questo cammino e a stringere le relazioni tra i vari rami della famiglia vincenziana e ravvivendo il nostro spirito vincenziano centrato sui poveri. Assisterono all’ incontro la visitatrice delle Figlie della carità di Pamplona Suor Maria Soledad García Imas e il Visitatore della Provincia di Saragozza P. David Carmona.

Per noi è stata una grande gioia aver ricevuto il padre generale in casa e aver condiviso non solo momenti di incontro ma anche momenti di fraternità.

Paolo Tataranni, seminarista

Visite du Supérieur Général, P. G. Gregory Gay


Dans le Séminaire Interne nous avons vécu ces jours-ci, avec joie particulière, la visite de notre Supérieur Général, le père Gregory Gay. Il est arrivé dimanche 13 dans la nuit et est resté avec nous jusqu’à ce matin.

Lundi matin il s’est réuni avec nous les séminaristes. Il nous a parlé de certains aspects qu’il considère importants sur le présent de la Congrégation. Il eut comme point de départ le document de la dernière assemblée. Il en a fait ressortir trois points importants:
- Le changement systémique, très de mode de nos jours, vu comme une forme actuelle de comprendre la charité et notre charisme vincentien.
- La reconfiguration des provinces, comprise comme une rénovation à l’intérieur comme à l’extérieur qui se doit être le fruit du discernement et qui ne doit être vu uniquement comme union de provinces. Le critère qui doit toujours être pris en compte c’est le bien de la Mission.
- La Famille Vicencentienne, avec laquelle la Congrégation doit travailler ensemble dans la tâche commune d’évangéliser et servir les pauvres. Les missionnaires ont une grande responsabilité comme animateurs de cette famille.

Dans l’après-midi il y eut une réunion dans la maison des Filles de la Charité avec toute la famille vincentienne de Teruel. On a commencé avec une prière et une présentation faite par sœur Desamparados de la famille vincentienne de Teruel dans le passé et dans le présent: la CM, les Filles de la Charité, l’AIC, l’AMM. et la SSVP. Il en est ressorti, que malgré le nombre réduit et souvent limités par les inconvénients de l’âge ils travaillent dans un esprit vraiment chrétien et vincentien et qu’ils sont plus unis depuis la célébration du 350ème anniversaire de la mort des fondateurs; depuis ils se réunissent avec fréquence pour prier ensemble et suivre de cette manière, inspirés par l’esprit de charité.

Le père Gregory prit la parole pour remercier et montrer sa joie de pouvoir assister à la rencontré et d’avoir pu connaître le travail que la famille réalise dans cette ville. Il a encouragé de suivre ce chemin, resserrant les relations entre les différentes branches de la famille en ravivant notre esprit vincentien, centrés toujours sur les pauvres. Ont assisté à la rencontré la visitatrice des Filles de la Charité de Pamplona, sœur M. Soledad Garcia Imas, le visiteur de la Province de Saragosse, le père David Carmona. A la fin, les Filles de la Charité nous ont invité à prendre un verre tous ensembles.

Ce fut une grande joie pour nous de recevoir le père Supérieur Général chez nous et d’avoir pu aussi partager en dehors des réunions des bons moments de fraternité: la prière communautaire, le repas et la récrée communautaire…il eut même le temps de se faire coiffer. Nous le remercions pour son attention.

Iván Juarros, séminariste

Visita del Superior General, P. G. Gregory Gay

En el Seminario Interno hemos vivido estos días, con especial alegría, la visita de nuestro Superior General, el padre Gregory Gay. Llegó el domingo 13 por la noche y ha estado con nosotros hasta esta mañana.

El lunes tuvo un encuentro con los seminaristas, a las 10 de la mañana. Nos habló de algunos aspectos que considera importantes sobre el presente de la Congregación. Tuvo como punto de partida el documento de la última asamblea. Conforme a eso trató tres aspectos importantes:
- El Cambio Sistémico, muy en boga hoy día entre nosotros, entendido como una forma actual de entender la caridad y nuestro carisma vicenciano.
- La reconfiguración de las provincias, entendida como una renovación, hacia dentro y hacia fuera, que debe ser fruto de un discernimiento, y que no se debe entender únicamente como unión de provincias. El criterio debe ser siempre el bien de la Misión.
- La Familia Vicenciana, junto con la cual la Congregación debe trabajar mano a mano en la tarea común de Evangelizar y servir a los pobres. Los misioneros tenemos una gran responsabilidad como animadores de esta familia.

Por la tarde hubo una reunión en casa de las Hijas de la Caridad con toda la familia vicenciana de Teruel, que consiguió prácticamente llenar el salón de actos de las hermanas. Comenzamos con una pequeña oración, y una presentación, a cargo de sor Desamparados, de la familia vicenciana en Teruel en el pasado y en la actualidad: la CM, las HHC, la AIC, la AMM, y la SSVP. Destacó que, a pesar de no ser muchos y estar a menudo limitados por la edad, trabajan con un gran espíritu cristiano y vicenciano; que están más unidos como familia desde la celebración del 350 aniversario de la muerte de los fundadores; y que desde ese momento se reúnen con frecuencia para orar juntos y seguir así inspirados por el espíritu de la caridad.

El padre Gregory, tomó la palabra para dar las gracias y mostrar su alegría, por asistir al encuentro y por tener la oportunidad de conocer el gran trabajo que la familia realiza en esta ciudad. Animó a que siguieran por ese camino, estrechando las relaciones entre las distintas ramas, y avivando nuestro espíritu vicenciano, centrados siempre en los pobres. Asistieron también al encuentro, la visitadora de la Provincia de Pamplona de las HHC, sor Mª Soledad García Imas, y el visitador de la Provincia de Zaragoza de la CM, el padre David Carmona. Tras el encuentro, las HHC nos ofrecieron un ágape fraterno en el comedor de su casa.

Ha sido una gran alegría para nosotros haber recibido al Superior General en casa, y haber compartido con él, no sólo las reuniones, sino también diversos momentos de fraternidad: la oración comunitaria, comida y recreo comunitarios… incluso tuvo tiempo de pasar por el peluquero de la casa. Le damos las gracias por su atención.

Iván Juarros, seminarista

lunes, 24 de diciembre de 2012

Questi giorni segnano per noi la fine del cammino di avvento e del primo trimestre del Seminario Interno, non certo la fine del mondo

Siccome parliamo di fine, iniziamo proprio dalla fine della prima parte della nostra esperienza del Seminario Interno, che ci ha resi più rinvigoriti e che le nostre famiglie dalle quali ritorniamo come previsto dal Piano di Formazione non potranno non notare e sicuramente ci troveranno ben in salute sia spiritualmente che fisicamente, grazie anche alla buona alimentazione.

Questi giorni hanno un qualcosa di magico e un colore del tutto speciale che fa vibrare i nostri cuori. Per la maggior parte di noi questa sarà la prima notte di Natale trascorsa lontano dalle nostre famiglie, quello che per alcuni può sembrare triste è per noi, invece, una gioia poter celebrare il Natale con la nostra nuova famiglia. Lo stesso accade quando qualcuno si sposa e forma la sua famiglia.

Questa mattina abbiamo partecipato uniti all’Eucaristia presieduta dal nostro Vescovo al Pinar, luogo dove qualcuno di noi partecipa settimanalmente nella animazione liturgica. È stata una bella esperienza, soprattutto per chi a causa di altri impegni pastorali non può parteciparvi abitualmente.

Domani mattina, giorno di Natale, durante l’Eucaristia i più piccoli della comunità parrocchiale della “Milagrosa” rappresenteranno una versione moderna della nascita di Gesù, la visione come oggi potrebbe apparire questo evento, alla luce dei mezzi di comunicazione che disponiamo.


Venerdì scorso abbiamo partecipato al gran Concerto di Natale che in poco meno di un’ora, ci ha fatto gustare, sotto la direzione di P. Muneta, i canti della tradizione popolare natalizia spagnola e italiana.

Durante tutto l’avvento ci siamo preparati: iniziando col ritiro predicato da P. Eblerino, e terminando con un altro ritiro tenuto da P. Humberto, missionario colombiano legato alla Provincia di Valenzia dal suo ministero a Puerto Lempire in Honduras. In questa occasione il tema trattato è stato sull’Obbedienza, iniziando da quella di Maria e mettendo alla luce soprattutto quella di Gesù che si spogliò della sua divinità e maestà per farsi uomo e nascere in una povera grotta e che si spogliò anche della sua dignità morendo in croce per tutti noi.

Il 17 di dicembre abbiamo partecipato con i giovani della Diocesi di Teruel e i catechisti, ad una serata speciale, che ci ha fatto prendere coscienza del nostro vivere nell’oscurità senza la presenza di Dio nelle nostra vita, e che molta gente necessita di ricevere da parte nostra la luce che Cristo ci dà perchè spesso la loro vita è immersa nelle tenebre della povertà e dell’angoscia ancora di più oggi in tempi di crisi sociale ed economica.

Con questo pongo fine a questa cronaca.

UN CARO SALUTO A TUTTI DA TUTTI NOI DELLA COMUNITA’ DI TERUEL.
FELICE NATALE E BUON 2013

Israel Jesús Ortega Gómez, seminarista

Finale: avent, trimestre et de l’année mais pas du monde

Comme on parle de fin, commençons par la fin d’une première partie de notre expérience au Séminaire Interne dont nous profiterons pour reprendre des forces chacun dans sa famille, et pour que cette dernière puisse voir que nous sommes forts maintenant. On va rencontrer nos parents, comme notre plan de formation l’établit, ayant quelques jours pour les visiter avant de continuer avec notre train de vie et notre formation.

Ces jours possèdent une magie et une couleur spéciale qui font vibrer nos cœurs. Pour la plupart d’entre nous, cette nuit sera la première fois que nous vivons loin de nos familles, ce qui peut paraître triste pour certains, quant à nous, c’est la joie de célébrer avec notre nouvelle famille.

Demain, pendant l’Eucharistie du matin, les plus petits de cette communauté paroissiale représenteront une version nouvelle de la nativité du Christ, une vision actuelle de comment cela se passerait aujourd’hui, compte tenu des moyens des communications dont nous disposons.

Ce matin nous avons participé ensemble à L’Eucharistie présidée au Pinar, lieu où certains d’entre nous participent chaque semaine à la célébration liturgique. Ce fut une bonne expérience surtout pour ceux qui n’y participent pas à cause d’autres obligations pastorales.

Le vendredi a eu lieu le grand concert de Noël sous la direction du P. Muneta, qui durant une heure nous a réjouit avec des chants de Noël populaires et nouveaux, espagnols et italiens (voir même latins).

Avant d’arriver à ces grandes célébrations on s’est préparés durant l’avent commençant avec la retraite que nous a prêchée le P. Eblerino et nous avons terminé avec la retraite du P. Humberto, missionnaire colombien récemment arrivé à Valence de sa mission au Puerto Lempira (Honduras). Il nous a parlé de l’obéissance, prenant pour exemple à Marie y parlant aussi de l’obéissance du Christ à ses parents et à la volonté du Père, qui s’est dépouillé de sa divinité et majesté pour se faire homme au milieu de nous, naissant dans un lieu pauvre dépourvue de toute dignité et donnant sa propre vie pour que nous ayons la vie.

Le 17 de décembre on a participé, avec des jeunes du diocèse et des catéchistes, à une veille spéciale qui avait pour but de nous faire prendre conscience de l’obscurité dans laquelle nous vivons lorsque Dieu vient à manquer dans notre vie et la nécessité de porter cette lumière à tant de gens submergés dans les ténèbres de la pauvreté, de la dépression, en cette époque de crise économique et sociale.

Sur ce, je mets un point final à cette chronique. Joyeux Noël et Bonne Année 2013. Une chaleureuse salutation de la part de nous tous.

Israel Jesús Ortega Gómez, séminariste

Finales: adviento, trimestre y año, pero no del mundo

Como hablamos de finales, comencemos por el final, el final de una primera parte de nuestra experiencia en el Seminario Interno, un final que servirá, seguro, para retomar fuerzas, y para que nuestras familias vean que estamos fuertes, ahora que volvemos a encontrarnos con nuestros padres, pues, como marca nuestro Plan de Formación, tendremos unos días para visitarles antes de proseguir con nuestra tarea de vivencia y formación.

Estos días gozan de una magia y un color especiales que hacen vibrar nuestros corazones. Para la mayoría, esta noche, será la primera vez que la vivamos lejos de nuestras familias, lo que puede parecer triste para algunos, para nosotros es el gozo de celebrarla con nuestra nueva familia (como ocurre cuando alguien se casa y forma su propia familia).


Mañana, durante la Eucaristía de la mañana, los más pequeños de esta comunidad parroquial representarán una versión moderna del nacimiento de Jesucristo, una visión actual de cómo podría transcurrir ese acontecimiento, teniendo en cuenta los medios de comunicación con los que hoy contamos.

Esta mañana, hemos participado en la Eucaristía que nuestro Sr. Obispo presidió en el Pinar, lugar donde algunos de nosotros participan semana tras semana en la animación litúrgica, ha sido una bonita experiencia, sobre todo para los que, a causa de otras obligaciones pastorales, no participamos habitualmente.

El viernes aconteció el gran concierto de Navidad que, en poco menos de una hora, nos hizo disfrutar, bajo la dirección del P. Muneta, de villancicos populares y no tan populares de la celebración española e incluso italiana.

Antes de llegar a estas grandes celebraciones tuvimos todo el adviento para prepararnos que, aunque podríamos decir que comenzó con el retiro que nos ofreció el P. Eblerino, tuvo su momento final con otro retiro, esta vez dirigido por el P. Humberto, misionero colombiano casi recién llegado a Valencia desde su ministerio en Puerto Lempira (Honduras). En esta ocasión el tema que reflexionamos fue la obediencia que, muy oportunamente, relacionó con la obediencia de María y, sobre todo, con la obediencia de Jesucristo a la voluntad del Padre, que le llevó a despojarse de su divinidad para hacerse hombre, despojarse de la majestad naciendo en un lugar pobre y despojándose de toda dignidad y de su propia vida al morir en la cruz por todos nosotros.

El día 17 participamos, con los jóvenes de nuestra diócesis y sus catequistas, de una velada especial, una velada que nos quería hacer conscientes de que vivimos en oscuridad si no hacemos presente a Dios en nuestras vidas, y que hay mucha gente que necesita que le llevemos esa luz porque su vida está sumergida en las tinieblas de la pobreza o de la depresión, sobre todo en esta época de crisis económica y social.

Y con esto pongo otro final, el de esta crónica. Que tengan una feliz Navidad y una buena entrada en el año 2013. Un afectuoso saludo a todos de parte de toda la comunidad.

Israel Jesús Ortega Gómez, seminarista

sábado, 15 de diciembre de 2012

Día de excursión con destino: Valencia

El día 14 de diciembre de 2012 el Seminario al completo realizamos nuestra excursión comunitaria mensual, con destino a una de las más espléndidas ciudades de España, Valencia. Con una población de aproximadamente 810.000 habitantes y una superficie de 134,65 km², Valencia es la tercera ciudad más grande de España. La mezcla de lo antiguo, lo histórico, lo cultural y lo moderno hace de Valencia una ciudad encantadora, que anualmente atrae más de 5 millones de turistas.

Frescos flamencos, la primera
muestra de este estilo en España.
El sol nos acompañó prácticamente todo el día. En la primera parte del día, Isaac, natural de la ciudad, nos la presentó. Obviamente, como la ciudad es tan grande y tiene tanta cultura y tantos sitios para visitar, no nos dio tiempo para verlo todo, pero pudimos descubrir lo más interesante y hermoso. Así que nuestro recorrido nos permitió conocer la Catedral-Basílica de Valencia y su entorno. Dedicada a la Asunción de Nuestra Señora, la Catedral-Basílica de Valencia, reúne en el Altar Mayor, aparte de la bóveda espléndida con la representación de ángeles tocando instrumentos musicales (del año 1474), el Retablo Mayor en forma de armario con las grandes puertas al estilo renacentista de Italia, pintado por Fernando Yáñez de la Almedina y Hernando de los Llanos, colaboradores de Leonardo da Vinci. Este Retablo habría sido pintado entre 1506 y 1510 y traído por sus autores hasta Valencia, de donde se expandió este estilo por toda la Península Ibérica.

Maqueta de la actual catedral.
Situada junto a otras dos anteriores.
En la Catedral se encuentra uno de los objetos más valiosos para la historia de todos los cristianos del mundo, el “Santo Cáliz”, el mismo de donde bebió Jesús en la “Última Cena” junto a sus apóstoles. En 1744 el Cáliz se le cayó a un religioso en el suelo y se agrietó. Por esta razón lo que se conserva del Santo Cáliz es propiamente la copa, de piedra de tipo ágata oriental o calcedonia, de color rojo oscuro y datada en el siglo I d.C. El pie de la copa está constituido por una navecilla, en posición invertida, ribeteada en oro, en la que se han encastrado valiosas perlas y esmeraldas. Toda esta estructura del Santo Cáliz se remonta a la Edad Media.

Vistas desde el "Miguelete"
Seguimos nuestro recorrido visitando la casa natal de San Vicente Ferrer, patrono de la ciudad, cuya fiesta celebramos el 5 de abril, día de su fallecimiento en Vannes (Francia). Un hermano de la comunidad de los Dominicos nos hizo un recorrido de la vida del Santo a partir de las cerámicas de Manises que se conservan en la entrada del “pouet”: el nacimiento, la infancia, los milagros, etc.

Al final de la mañana, la Comunidad misionera de Valencia nos acogió con los brazos abiertos para compartir una mesa copiosa donde no podía faltar el plato típico, la paella, para concluir con una delicioso postre, hecho por la madre de Isaac, y unas suculentas naranjas, que son consideradas las mejores de España. El superior de la comunidad, P. Pedro Gómez, nos contó la historia de la presencia de la Congregación en Valencia, que fue completada con los testimonios de las actividades pastorales del P. Humberto y del P. Javier Serra y la visita a la parroquia de la “Mare de Déu de Montolivet”.

Imagen nocturna de uno
de los pabellones de la
Ciudad de las Artes y las ciencias
Después de este momento compartido, salimos a dar un paseo por la “Ciudad de las Artes y las Ciencias“, situada al final del viejo cauce del río Turia. Este lugar es un gran complejo lúdico-cultural de la ciudad de Valencia, que se ha convertido en referencia internacional. De hecho, la “Ciudad” constituye hoy el mayor reclamo turístico de la ciudad, ganadora en el año 2007 del concurso “12 Tesoros de España”.

Concluimos la jornada con una merienda-cena en compañía de los señores Juan y Mª Ángeles, padres de Isaac. Volvimos a casa con una chispa de alegría y con el deseo de volver un día para seguir descubriendo los misterios de esta encantadora ciudad de Valencia.

Adrián Matei, seminarista